Maggio pazzerello, mese cruciale per la nuova stagione olearia
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Maggio è uno dei mesi più importanti dell’anno per l’olivo. È il momento in cui si inizia davvero a capire come potrà essere la nuova stagione olearia: le piante entrano nella fase della mignolatura e, poco dopo, della fioritura.
Prima si muovono le varietà più precoci, poi arriva la Caninese, che qui rappresenta una presenza storica e fondamentale. In questo periodo gli olivi sono particolarmente belli da osservare: pieni di giovani foglie nuove, luminose e tenere, e carichi di mignole che anticipano la futura fioritura.
La natura però, proprio in questa fase così delicata, diventa decisiva. Negli ultimi anni maggio è cambiato molto: è diventato spesso un mese piovoso e umido, con frequenti nebbie. Condizioni che non aiutano affatto gli olivi.
I fiori dell’olivo sono infatti estremamente delicati. A differenza di molte altre colture, non dipendono dagli insetti impollinatori: l’impollinazione avviene grazie al vento. Per questo l’umidità eccessiva può creare grandi difficoltà, ostacolando il trasporto del polline e compromettendo l’allegagione, cioè la trasformazione del fiore in oliva.
La mignola è un’infiorescenza ancora chiusa, compatta, di colore verde-giallastro, che si forma all’ascella delle foglie sui rametti dell’anno. All’interno di ogni mignola si sviluppa un numero molto elevato di piccoli fiori: è da questo potenziale che dipende gran parte del raccolto.
Non tutti i fiori, però, diventeranno olive. L’olivo ha una naturale tendenza a produrre moltissima fioritura rispetto al frutto finale: in condizioni favorevoli solo una piccola percentuale dei fiori arriva all’allegagione. Il rapporto è impressionante: migliaia di fiori possono portare a poche decine o centinaia di olive per pianta, a seconda della varietà, del clima e dello stato nutrizionale dell’albero.
Per questo ogni fase è determinante. Una fioritura abbondante non garantisce automaticamente un buon raccolto, ma aumenta le possibilità che, nonostante le selezioni naturali e le condizioni climatiche, si arrivi a una produzione soddisfacente.
È un equilibrio sottile, che ogni anno si rinnova.
In oliveto, intanto, maggio è anche un mese di lavoro intenso.
Stiamo terminando le operazioni di potatura nell’ultimo appezzamento, dove era necessaria soprattutto una pulizia interna delle branche, per dare più aria e luce alla pianta.
Sono iniziate anche le trinciature e il controllo delle erbe spontanee, che in questo periodo crescono velocemente e raggiungono altezze importanti. Se eseguito nei tempi giusti, il controllo delle erbe è estremamente efficace: un intervento ora, seguito soltanto da una leggera ripassata a giugno, permette di mantenere l’oliveto ordinato e gestibile per tutta l’estate.
Abbiamo completato le concimazioni di prefioritura, un passaggio importante per sostenere la pianta proprio nel momento di massima richiesta energetica.
Ora attendiamo la fioritura e interverremo nuovamente dopo l’allegagione, sperando che sia abbondante quest’anno.
La campagna olearia nasce qui: tra le mignole, i primi fiori e il lavoro quotidiano in oliveto.