Come potiamo i nostri olivi: vaso policonico, propoli e pratiche sostenibili
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Quando la pioggia lascia spazio al lavoro: inizia la potatura dei nostri olivi
Dopo settimane di piogge quasi ininterrotte, finalmente il terreno ha iniziato ad asciugarsi e siamo tornati tra i filari con forbici e seghetti in mano. La potatura degli olivi segna sempre un momento speciale dell’anno: è il primo vero gesto di cura della nuova stagione agricola. Quest’anno l’abbiamo iniziata con un po’ di ritardo rispetto al solito, proprio a causa delle piogge persistenti che hanno reso difficile entrare in campo.
L’attesa, però, non è stata vana. Le piante si presentano in ottima salute, vigorose e ben equilibrate. Gli olivi hanno attraversato la stagione "non troppo" fredda, come ormai ogni inverno qui da noi, senza particolari stress, pronti ad affrontare il nuovo ciclo vegetativo.
I nostri oliveti sono composti da oltre 2000 piante, in gran parte della varietà Caninese, di età variabili, le più giovani hanno 60-70 anni, le più antiche sono esemplari secolari che raccontano una storia agricola lunga generazioni.
Proprio per questo ogni intervento viene fatto con attenzione e rispetto.
La potatura che stiamo eseguendo quest’anno è principalmente una potatura di mantenimento: non sono previste grandi riforme della struttura delle piante. L’obiettivo è quello di mantenere equilibrio tra vegetazione e produzione, favorire la luce all’interno della chioma e garantire una buona aerazione.
Il sistema che adottiamo è tendenzialmente il vaso policonico, una forma che consente alla pianta di svilupparsi in modo armonico e facilita anche le operazioni future di raccolta e gestione dell’oliveto. Tuttavia, quando ci troviamo davanti a piante molto grandi o particolarmente antiche, preferiamo non forzare una struttura troppo rigida: in questi casi rispettiamo la forma che l’olivo ha costruito negli anni, intervenendo con delicatezza e cercando di accompagnarne l’equilibrio naturale.
Ogni taglio è una scelta, e come tutte le scelte richiede cura. Per questo motivo proteggiamo i tagli più grandi con propoli agricola in pasta, che aiuta a coprire la ferita e a favorire una buona cicatrizzazione. Inoltre, una volta terminata la potatura di ciascun appezzamento, distribuiamo propoli con atomizzatore su tutta la chioma, in modo da disinfettare le ferite e permettere alla pianta di beneficiare delle proprietà naturali di questa sostanza straordinaria.
Anche la gestione dei residui segue la stessa filosofia di rispetto per l’ambiente. Dopo aver recuperato la legna utile dalla potatura, tutto il materiale rimanente viene trinciato direttamente in campo. In questo modo restituiamo sostanza organica al terreno e riduciamo al minimo gli sprechi.
Sono piccoli gesti che fanno parte di una visione precisa: praticare un’olivicoltura il più possibile sostenibile, dove ogni intervento è pensato per mantenere in equilibrio la pianta, il suolo e l’ambiente che ci circonda.
Con il suono delle forbici tra i rami e il profumo del legno appena tagliato prende quindi ufficialmente il via la nuova stagione del nostro oliveto. Un lavoro paziente, fatto pianta per pianta, che accompagnerà i nostri olivi nei mesi che porteranno alla prossima raccolta.