TRATTAMENTI PER LA MOSCA OLEARIA

TRATTAMENTI PER LA MOSCA OLEARIA

Come si diceva nel post precedente, il monitoraggio dei voli degli adulti è il primo passo da compiere per seguire l’evoluzione della popolazione della mosca olearia. A questo deve poi affiancarsi anche quello delle perforazioni alle drupe, il quale serve per individuare in modo preciso il momento ottimale per il trattamento insetticida. O meglio, il primo della serie, perché in certe annate possono servirne più di uno.
La soglia d’intervento, come dicevamo, è generalmente fissata al raggiungimento del 10% delle olive con segni di penetrazione.

AGRICOLTURA CONVENZIONALE

Tra i formulati di sintesi a disposizione spiccano sicuramente quelli a base di dimetoato. Essendo un prodotto sistemico, se utilizzato nel momento appropriato è sicuramente una garanzia. ma i danni, come spesso succede nell’applicazione dei prodotti di questo tipo, sono di gran lunga maggiori dei benefici. Si tratta, al pari della maggior parte dei fosforganicidi di un principio attivo neurotossico, nocivo per l’uomo per ingestione, inalazione e per contatto con la pelle.

Per questo il dimetoato è sotto osservazione da tempo da parte delle autorità di revisioni sui fitofarmaci e solo le pressioni di Italia e Spagna ne hanno permesso l’utilizzo per qualche anno ancora, ovvero finchè non fosse trovata una nuova molecola ugualmente efficace contro la mosca delle olive, ma meno tossica e con ripercussioni meno invasive sull’entomofauna dell’oliveto.

L’intervallo di sicurezza tra il trattamento e la raccolta delle olive per la trasformazione in olio è di 28 giorni, tempo nel quale il livello di dimetoato si presenterebbe a livelli accettabili. Recentemente, sono stati lanciati sul mercato formulati a base di dimetoato che mitigano molto gli effetti sgradevoli dei formulati precedenti, ovvero gli odori e alcuni problemi di fitotossicità nei confronti delle varietà sensibili (tra cui anche la nostra Caninese), ma il problema permane.

 

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beauveria bassiana

AGRICOLTURA BIOLOGICA

Alquanto ricco è il panorama di prodotti permessi in agricoltura biologica. Già di per sé la natura offre alcuni nemici naturali della mosca: per esempio vi sono alcuni imenotteri icneumonoidi, come Opius concolor, e altri calcidoidei come Pnigalio mediterraneus,  Eupelmus urozonus, Eurytoma martellii Cyrtoptyx latipes. Infine, anche un altro dittero, la Lasioptera berlesiana, si rivela essere un predatore delle uova di Bactrocera.
Fra gli insetticidi naturali troviamo poi Beauveria Bassiana, un fungo patogeno per gli insetti che eserciterebbe un’azione “dissuasiva” all’ovideposizione. Va quindi applicato prima dell’inizio dell’attività delle femmine. Dopo di che va miscelato con insetticidi con un certo potere abbattente, come i piretroidi.

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la porzione di chioma su cui applicare sponosad

Esistono poi sul mercato anche esche proteiche attivate o meno con una sostanza insetticida (quali deltametrina, lambda-cialotrina e spinosad). Lo spinosad in particolare può essere applicato spruzzando in modo mirato solo piccole porzioni delle chiome delle piante. Le “trappole” sono quindi delle semplici chiazze di prodotto (esca + spinosad), che attraggono gli adulti di mosca, uccidendoli poi con la sostanza insetticida mescolata al formulato.

Tra i prodotti utilissimi da segnalare soprattutto nella prevenzione della mosca olearia abbiamo il RAME e il CAOLINO.

Il rame è usualmente applicato su olivo per controllarne le patologie fungine. Recentemente è stata osservata però anche una certa azione repellente verso le femmine della mosca. L’ovideposizione avverrebbe infatti con minor frequenza su oliveti trattati con rame. La ragione di questa azione repellente potrebbe risiedere nell’abbattimento da parte del rame delle popolazioni di alcuni batteri simbionti delle larve di mosca. Questi batteri sono necessari all’insetto per il mantenimento della corretta fisiologia dell’apparato digerente delle larve durante il loro sviluppo nelle drupe. Eliminando questi batteri, si rendono le olive meno appetibili per l’insetto.

 

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oliveto trattato con caolino

Sempre più confermata l’efficiacia di trattamenti a base di caolino per l’olivicoltura.

Chiaramente non stiamo parlando del caolino ad uso edile, le caratteristiche che esso deve possedere per essere ammesso all’uso fitosanitario sono:

– la formulazione deve essere tale da poter essere spruzzato con facilità, aderire alla pianta e creare una pellicola possibilmente uniforme

– il film non deve interferire con gli scambi gassosi, deve poter trasmettere la radiazione fotosinteticamente attiva riducendo allo stesso tempo le radiazioni ultraviolette e quelle infrarosse

– non deve creare difficoltà sul prodotto raccolto ovvero deve poter essere eliminato con facilità

Due sono gli effetti che l’olivicoltore vuole ottenere col trattamento a base di caolino:

– protezione dall’insolazione solare, diminuzione cascola e aumento pezzatura frutti

– protezione dagli attacchi di mosca delle olive

Entrambi gli effetti dipendono in modo sostanziale dalla durata del trattamento e dal grado di copertura del caolino su frutti e foglie.

 

*Nei nostri oliveti, tutti in regime di agricoltura biologica, utilizziamo rame, beauveria baussiana, piretroidi. In passato abbiamo utilizzato lo spinosad, riscontrando buoni risultati. Probabilmente dall’anno prossimo tenteremo i trattamenti a base di caolino.

 

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