MOSCA OLEARIA, il monitoraggio>>

Uno dei maggiori problemi nella difesa fitosanitaria delle olive è la “mosca olearia” (Bactrocera oleae). Le difficoltà si presentano più impegnative quando si deve contrastare questo insetto su uliveti dai quali si deve ottenere un olio extravergine biologico.

Prima di iniziare qualsiasi tecnica di difesa, è bene effettuare il monitoraggio delle popolazioni della mosca delle olive. Un monitoraggio efficace (consigliato), è attraverso l’utilizzo di trappole al feromone, dai risultati ottenuti si può decidere quale tecnica è più idonea per contrastare l’azione della mosca. Un risultato più attendibile e preciso, lo si ottiene se viene associato in contemporanea a quello su esposto, anche un controllo sulle olive con punture fertili, cioè con presenza di uova o giovani larve; raggiunto il 10% del campione preso in esame, è conveniente eseguire un trattamento. Un campione attendibile può essere formato da 100 olive recuperata su 10 piante presenti su una coltivazione di un ettaro. Lo scopo del monitoraggio, qualunque esso sia, è quello di evitare inutili interventi in un periodo in cui la mosca delle olive è assente.  

Questo tipo di trappola a delta appositamente studiata, è formata da un tettuccio collato. E’ consigliabile impiegare 2 trappole per ettaro, la durata del feromone è di circa 30-40 giorni.

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In quale periodo iniziare e quando intervenire?
Considerando che il ciclo di azione della mosca olearia è molto condizionato dai fattori climatici, in particolare temperatura ed umidità. Non è al quanto semplice dare dei riferimenti temporali validi per tutti gli anni e per tutte le aree olivicole Italiane. Questo è dovuto anche alla notevole variabilità degli andamenti stagionali, microclima e all’influenza di altri fattori come la precocità ed l’entità di sviluppo dell’insetto.
In linea di massima possiamo dire che:

  • con andamenti stagionali “normali”, il periodo di maggior pericolosità inizia nella seconda metà di agosto – inizio di settembre, per poi continuare fino ad ottobre
  • con primavera – inizio estate particolarmente calde, la prima generazione può manifestarsi già da fine giugno- inizio luglio
  • con temperature autunnali miti il rischio di danni si protrae fino alla raccolta (novembre).

Schermata 2013-06-22 a 11.38.49Trappola per mosca olearia fai da te

Una tecnica utile per il monitoraggio ma anche per la cattura degli adulti può essere l’uso di una sostanza attrattiva naturale, il pesce, che se unito in una soluzione di ammoniaca e acqua è in grado di dare ottimi risultati.
Schermata 2013-06-22 a 11.39.02Per preparare questa trappola occorre utilizzare una bottiglia di plastica (PET), prima di tutto bisogna realizzare, sulle facce opposte della bottiglia, due fori, di circa 10 mm di diametro e per una maggiore efficacia, si consiglia di applicare due strisce gialle lungo la circonferenza della bottiglia. All’interno della bottiglia si mette una soluzione di ammoniaca, acqua e parti di pesce (testa, interiora, etc. di sarde o acciughe) che sono quelle che costano di meno. La mosca olearia, ma anche altri insetti, sono attratti dall’odore del pesce in decomposizione e cosi, attraverso i due fori, entrano dentro la bottiglia. Uscire dalla bottiglia tramite gli unici due fori, risulta molto difficoltoso per le mosche che rimangono intrappolate dentro la bottiglia. Per ottenere un risultato valido da questa tecnica, bisogna utilizzare una bottiglia per albero.
Un’altra tecnica molto efficace, consiste nella preparazione di una trappola che viene costruita nel seguente modo:
una bottiglia di plastica alla quale vengono applicati due fori (12-14 mm ) a 180 gradi
si riempie per metà di acqua corrente con aggiunta di un prodotto a base di esca proteica (esempio NU-LURE) l’esterno della bottiglia viene cosparso di colla per insetti.
Il composto all’interno della bottiglia, attraverso l’evaporazione dai due fori, attira la mosca che nel trovare il foro d’ingresso rimane attaccata alla bottiglia cosparsa di colla. Nel giro di 30-40 giorni il composto presente all’interno della bottiglia evapora completamente, e se la bottiglia non risulta completamente piena di mosche, si può procedere al rabbocco altrimenti alla completa sostituzione della trappola. La bottiglia va collocata per mezzo di un filo metallico (ferro filato) agganciato sotto il tappo nel lato sud della pianta per favorire una più facile evaporazione del composto. Questo tipo di trappola va utilizzata nella fase di indurimento del nocciolo (in questa fase le drupe sono maggiormente soggette alla ovi-deposizione da parte delle femmine), prima cioè della fase di recettività delle drupe (mese di luglio). Se la popolazione delle mosche non è eccessiva e gli alberi di ulivo non sono molto grandi, si può utilizzare una trappola per due alberi.

Trappole commerciali
In commercio ci sono dei particolari tappi applicabili alle bottiglie di PET, dotati di accorgimenti particolari che ne agevolano l’utilizzo e ne aumentano l’efficacia.
Molto interessante è la tecnica che si sta sviluppando/perfezionando in questi ultimi anni, viene definita biotecnologica (mass-trapping o cattura massale di vecchia concezione, ma che è stata resa innovativa dalla sperimentazione di nuovi dispositivi); si attua con trappole del tipo “attract and kill”, che attraggono l’insetto per via alimentare (proteine idrolizzate, sali di ammonio), spesso combinata con l’attrazione per via sessuale (feromoni); grazie quindi alla loro attivazione con un insetticida (che agisce per contatto) di cui sono imbevute, portano a morte la mosca senza contaminare l’oliva. Questo tipo di cattura, mediante trappole mass-trapping, è inutile in oliveti di piccole dimensioni, a meno che non siano isolate, mentre inizia ad essere efficace in oliveti con superficie superiore a 4-5 ettari

http://www.frantoionline.it/olivicoltura/mosca-olearia-lotta-biologica.html

 

 

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