Xylella fastidiosa, ovvero lo spaventapasseri del settore olivicolo


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Sono un paio d’anni ormai che si parla tantissimo di Xylella fastidiosa, decine di migliaia di ettari di oliveti in quarantena, disseccamento degli ulivi monumentali, ERADICAZIONE, fondi europei, riconversione, tutela degli oliveti post eradicazione, che non potranno essere adibiti ad altro uso (leggi costruzione di immobili di vario genere e destinazione) per almeno 15 anni.

Da olivicoltori e frantoiani, una questione così grave ci ha interessati e preoccupati altrettanto immediatamente, per cui abbiamo iniziato un percorso di letture e approfondimenti, di confronti e chiacchiere.

Abbiamo capito molte cose, molte altre ci restano oscure, ma molte sono ben spiegate nell’inchiesta che linkiamo qui in basso, che fornisce un quadro molto molto articolato e documentato della questione.

Da un problema gravissimo e locale l’ottica si allarga precipitevolissimevolmente, sale, a volo d’uccello, fino a scattare un’istantanea agghiacciante: le leggi del mondo hanno sempre un che di marcio al loro interno. Che si chiama profitto, abuso sconsiderato.

Buona lettura agli addetti al settore, olivicoltori e agricoltori, e a chi si occupa di tutt’altro. Illuminati i meccanismi, risulta illuminante la dinamica, utile per comprendere molto del “come vanno le cose” in ogni dove.

ulivi 211 maggio 2014 |  Xylella, le bufale e i cavalli di Troia | di Maria Luisa Mastrogiovanni

un piccolo estratto….

“E poi ci sono gli alberi dati per morti e che riprendono a vegetare. Ci sono i contadini, tanti, che dicono che è sempre stato così: alcuni rami seccano, si tagliano, l’albero produce come sempre. Se si abbandona, non si pota, non si cura il tronco bruciando dal suo interno i parassiti che lo infestano, l’albero s’ammala. Poi con le cure rinasce. 
L’ulivo è un albero che vive in simbiosi con l’uomo e la sua longevità racconta di questo rapporto millenario, uomo-natura. E la xylella con il disseccamento e la rinascita degli ulivi, cui assistiamo in questi giorni, non c’entra nulla. 
Però in tutto questo parlare di emergenza c’entra, eccome, un ricercatore americano dell’università di Berkley, California, dove la xylella attacca le viti e gli agrumi. Finora, mai gli ulivi. 
E’ lui il primo a introdurre il concetto di emergenza xylella, mai accertata ad oggi in Europa, associandola agli ulivi, su cui non è stata mai finora riscontrata. 
Lo fa nel 2010 quando dice in un convegno a Bari, con evidenti doti di preveggenza, che il “pericolo xylella è alle porte”. Alle porte? Al tavolo dei relatori, con lui, tutti gli esperti che oggi parlano di emergenza. 
Almeida, che evidentemente ha un rapporto privilegiato con gli ambienti regionali, lo vediamo ritornare con l’assessore Nardoni (che non ha risposto alle nostre domande) a fine 2013. Gomito a gomito convocano in Regione una conferenza stampa per parlare di xylella e di ‘sindrome di disseccamento rapido dell’ulivo’, con una evidente forzatura: la xylella e la ‘sindrome da disseccamento rapido dell’ulivo’, sono due cose diverse: da allora la parola emergenza viene però strillata su tutti i quotidiani. E parte la sindrome”. continua a leggere… 

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