Potatura, danni da gelo e operazioni post potatura, cosa fare?


Le operazioni di potatura sono intense in questo periodo, se si gira per le nostre campagne tutti i campi sono in attività. Le piante di olivo anche in un raggio ristretto di chilometri presentano situazioni molto diverse da affrontare: da un lato abbiamo quelle che hanno sofferto più o meno gravemente i danni del freddo di febbraio 2018, dall’altro piante che invece di quel freddo non troppo intenso hanno beneficiato e hanno regalato agli olivicoltori una super produzione nella appena passata campagna olearia.

Piante con danni da gelo: i danni più precoci, che si sono evidenziati subito dopo la gelata, comportano spaccature più o meno gravi della corteccia, con conseguente disseccamento più o meno grave della branca o parte di chioma corrispondente. No sono da sottovalutare danni più tardivi, che si sono palesati durante tutta la primavera estate 2018, con continuo aumento delle spaccature e della rogna dalla base della branca fino alle cime più sottili.

Come comportarsi in questi casi? Noi siamo partiti dalla valutazione della vitalità delle branche…dove i disseccamenti erano estesi, un taglio doloroso ai primi segni di vita delle cacciate nuove e via. Nel caso di rami particolarmente compromessi dalla rogna la valutazione da fare è più o meno la stessa, vale a dire quanto è vitale la branca, quanto l’estensione della rogna suggerisca invece anche qui un taglio netto.

Fondamentale la disinfezione degli strumenti. La rogna non si cura ma si può contenere, e la disinfezione delle seghe è un aspetto vitale per evitare che la batteriosi si espanda con ritmi vertiginosi.

Tanta attenzione anche ai trattamenti post potatura, che aiuteranno la pianta a riprendersi da tagli e ferite e che contribuiranno a contenere anche la rogna. Intervento classico è quello a base di rame: i prodotti sul mercato sono tantissimi, basta sceglierne uno adatto, persistente, e rispettare i dosaggi indicati sull’etichetta. Quest’ultima sembra una banalità ma non lo è purtroppo. Molti olivicoltori e molti agronomi/venditori attuano la pratica barbara di aumentare la dose consigliata come massima in etichetta. E senza entrare in dettagli troppo noiosi l’unico risultato che si ottiene è la dispersione e l’accumulo nell’ambiente di metalli pesanti (e questo in primavera…dosaggi troppo alti con temperature/insolazione alta provocano bruciature, shock alla vegetazione).

Da alcuni anni abbiamo ridotto all’osso i trattamenti di rame nei nostri oliveti, alcuni anni in caso di clima particolamente asciutto e potatura soft non abbiamo effettuato nessun trattamento. L’obiettivo finale è quello di eliminarlo del tutto, trovando delle valide alternative meno impattanti.

Quest’anno stiamo sperimentando l’uso della propoli in oliveto. La propoli è già utilizzata in vigna e in frutteto con risultati ottimi, come antibatterico, cicatrizzante e in generale corroborante delle naturali difese delle piante. In oliveto ci sono pochissime esperienze documentate di uso, ma viste le proprietà l’uso in post potatura ci è sembrato perfetto.

Per ora stiamo facendo due diversi esperimenti. Uno prevede l’irrorazione di una soluzione di propoli e rame, miscibili, in cui i dosaggi di entrambi sono abbassati rispetto a quanto consiglia l’etichetta. L’altro prevede irrorazione di propoli e caolino.

Il primo esperimento risulta più ovvio, unire il classico antibatterico rameico significa diminuirne radicalmente la dose grazie all’integrazione con la propoli, che ha anche spiccate proprietà di aiuto alle difese della pianta. Perchè invece nel secondo tentativo abbiamo deciso di utilizzare il caolino ora? Stiamo testando due delle sue proprietà: quella adesivante e quella igroscopica. Se le batteriosi sono favorite dall’umidità, un prodotto regolatore di umidità come il caolino in che misura si potrà dimostrare utile?

Tentar non nuoce, ci vorrà qualche prova ma come al solito trarremo e condivideremo le nostre conclusioni.

Chiaro è che l’obiettivo di medio lungo termine è quello di sostenere in misura sempre maggiore l’ecosistema, attraverso l’immissione ragionata di elementi sempre più naturali, non nocivi per l’uomo e l’ambiente, che non si accumulino, e che lascino i luoghi dove sono dispersi migliorati e non peggiorati, arricchiti e non depauperati. Di questo non dobbiamo ricercare prove o effettuare tentativi, è una certezza che ci accompagna!

Buona primavera a tutti!

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