Le cerase e il giudizio


IMG_20160607_144210_editPiantare un ciliegeto è stata una scelta un po’ avventata, dettata dal fascino per questi eterei alberi, dai bellissimi fiori e i frutti, poi, i frutti…
Negli anni sta diventando un vero e proprio banco di prova, di quelli tosti, impietosi, di quelli che mettono giudizio, appunto.
E’ che raccogliere le ciliegie, dopo che ti sei preso cura degli alberi per parecchi mesi di seguito, percorrendoli, toccandoli uno ad uno, insomma è un’attività molto soddisfacente.

Dopo i temporali dell’ultima settimana, dopo quello di oggi, possiamo dire che anche la raccolta di quest’anno, in modo prematuro e funesto, è terminata. Ma il morale non è basso, suvvia, non siamo al massimo della gioia, ma va bene.

Tempo di tracciare un bilancio.

Ahiahiai. Non economico (l’economia del ceraseto è un miracolo sia in pareggio quest’anno!), ma di coscienza. Di consapevolezza, di crescita e perché no, come sempre, di massimi sistemi. 

tasca di gilet con cerase

tasca di gilet con cerase

Incominiciamo da qui. Dai massimi sistemi. Il ciliegeto è solo una piccola attività satellite del nostro mondo, fatto soprattutto di ulivi e olio. Il fatto che sia satellite, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non la rende un’attività gregaria, marginale, al contrario!
Il ciliegeto è piccolo, non siamo del mestiere (non contano le varie piante di frutta sparse qua e là, un ciliegeto tutto ciliegeto è un’altra cosa…e non sempre essere del mestiere è solo un lato positivo della faccenda), possiamo permetterci di sperimentare i più diversi paradigmi di intervento, non intervento, osservazione, deduzione. Rappresenta il vero campo sperimentale del nostro fare agricoltura, si potrebbe dire.

L’anno passato di questi tempi eravamo disperati …oltre la pioggia, la grandine, che ad un certo punto come quest’anno, hanno decretato la fine della raccolta, i frutti erano seriamente compromessi dalla mosca del ciliegio. Una situazione agghiacciante, percentuali da capogiro.

L’anno prima la situazione era la stessa. Mosca del ciliegio. Situazione agghiacciante. Percentuali da capogiro. Raccolto ari-compromesso.

IMG_20160607_123731_edit_editVa ricordato che siamo in biologico, quindi niente sistemici ad invaiatura frutto che stendono la mosca, adulti uova larve e via.
Niente sistemici nel ciliegeto! Ah! Che sfida.

In tre anni, ogni anno un pezzo, abbiamo però messo in piedi un sistema che ha funzionato, ha dato buoni frutti, in ogni senso.
Un sistema di pratiche agronomiche, intrecciate, che hanno piano piano nel tempo, ridotto la popolazione di mosca del ciliegio.
Parliamo di lavorazione del terreno prima del periodo di svernamento delle larve che hanno passato l’inverno nel suolo.
Parliamo di posizionamento di trappole specifiche con attrattivo specifico per la mosca del ciliegio fin dall’inizio dei primi voli, post fioritura, parecchio prima che la mosca potesse essere dannosa per i frutticini ancora acerbissimi.
Parliamo di due interventi con un insetticida a base di spinosad, su porzione piccolissima della chioma, assolutamente non sistemico, misto ad un’attrattivo specifico per la mosca del ciliegio.

Ma soprattutto, e siamo sempre lì, parliamo di osservazione. Di essere presenti, coscienti e costanti.

Sicché se negli ultimi 5-6 giorni non avesse fatto ‘sti temporali, questa sarebbe stata un’annata memorabile.

Diciamo che la cerasa, comunque vada, mette giudizio. E insieme alla lussuria dei frutti rossi e succosi e dolci e saporosissimi, ti insegna l’umiltà. L’essenza dell’agricoltura.

 

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