Il progetto olive4climate, per una filiera olivicola sostenibile


olive4climateOlioMezzabarba partecipa a OLIVE4CLIMATE – LIFE, un progetto co-finanziato dalla Commissione Europea focalizzato sulla mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso lo sviluppo di una filiera dell’olio extra vergine di oliva sostenibile.

Queste sono le iniziative alle quali partecipiamo con entusiasmo, perché vanno bene a braccetto con la visione che abbiamo del nostro lavoro di agricoltori e produttori di olio extravergine di qualità. 

Come leggiamo sul sito https://olive4climate.eu/it/https://olive4climate.eu/it/ :

L’idea di progetto nasce dalla stretta relazione esistente tra tecniche agricole sostenibili e mitigazione dei cambiamenti climatici. Volendo definire la Carbon Footprint, cioè l’impatto ambientale associato alla produzione dell’olio extra vergine d’oliva, sarà analizzato l’intero ciclo di vita del prodotto. Questa metodologia verrà applicata nei paesi dell’area del Mediterraneo con condizioni climatiche eterogenee e la cui attività agricola è fortemente incentrata sul settore olivicolo. In particolare si analizzeranno tre diversi contesti geografici: Italia, Grecia e Israele. Lo scopo è quello di testare e verificare tecniche per la realizzazione di una filiera olivicola sostenibile promuovendo prodotti biologici che possono migliorare il bilancio netto tra CO2 assorbita ed emessa e, allo stesso tempo, portare le stessa metodologia nei paesi interessati al suo recepimento.

 Verranno proposti nuovi modelli di coltivazione, sia introducendo nuove cultivar sia promuovendo tecniche di coltivazione innovative, al fine di ridurre gli input agricoli e aumentare la sostenibilità dell’intera filiera. Peculiarità del progetto è quella di calcolare la quantità di carbonio assorbita dall’ecosistema oliveto e confrontare tale quantità con le emissioni associate all’intero processo produttivo dell’olio extra vergine di oliva potendo così determinare il punto di pareggio a partire dal quale la quantità di carbonio sequestrato, cioè rimosso dall’ambiente, supera le emissioni.

Il progetto permetterà di conseguire i seguenti risultati:

  • Definire e verificare, in diversi contesti ambientali e climatici nell’area del Mediterraneo (Italia, Grecia e Israele), soluzioni e protocolli replicabili per una gestione sostenibile della filiera olivicola, cioè una filiera con ridotta impronta di carbonio che vada a ridurre gli effetti negativi sull’ambiente e sul clima derivanti dalle attività di origine antropica.
  • Sulla base delle tecniche sostenibili raccolte nel manuale dedicato, ottenere soluzioni e protocolli replicabili per una gestione sostenibile del suolo, dei coprodotti e dei rifiuti derivanti dal processo produttivo. In questo modo sarà possibile preservare la biodiversità locale, la disponibilità di risorse idriche, ridurre il rischi di erosione del suolo e alluvione, etc.
  • Definire soluzioni innovative e sperimentali che,attraverso modelli numerici, permettano di quantificare la capacità di sequestro del carbonio da parte degli ulivi già impiantati e di ottimizzare il medesimo processo nel caso di nuovi impianti. Il calcolo verrà condotto considerando le soluzioni individuate per la gestione sostenibile dell’uliveto e analizzando la capacità di rimozione e sequestro del carbonio in diversi contesti climatici;
  • Monitorare le emissioni di Gas a effetto serra nella filiera attraverso il coinvolgimento dei produttori olivicoli realizzando un servizio di certificazione con un impatto diretto sul prodotto finale – verrà infatti definito un sistema di etichettatura e di certificazione della qualità del prodotto sulla base dell’analisi del ciclo di vita e della quantificazione dell’impronta di carbonio;
  • quantificare sul campo le differenze tecniche e l’impatto socio-economico delle strategie individuate per la mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • Riconoscere il contributo dell’uliveto alla mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso la certificazione dei crediti di carbonio nel mercato volontario,  come già fatto per il settore forestale, riducendo le emissioni e incrementando la capacità di stoccaggio del carbonio. In questo modo, grazie agli incentivi derivanti dalla vendita dei crediti di carbonio, sarà possibile preservare gli uliveti con bassa redditività ma con alto valore ambientale e paesaggistico. In particolare, gli alberi di ulivo secolari o quelli a basso valore economico (cioè con bassa produttività), invece di essere abbandonati e lasciati morire, potrebbero vedere riconosciuto il loro ruolo come strumenti di mitigazione dei cambiamenti climatici continuando così a fornire il loro importante servizio ecosistemico.

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