Fukuoka e la Xylella


Leggevo queste righe di Fukuoka ieri sera, e la correlazione col caso xylella (e con altri mille, inteso) mi è sembrata stringente. Causa ed effetto. Continuamente mistificati per ignoranza, incompetenza, visione limitata o addirittura interessi!

Oggi pubblicare queste righe mi sembra ancora più azzeccato. È comparsa sui social network una campagna, che vorrebbe essere virale, sull’argomento con tanto di stilosissimi hashtag che recita #iosonopugliese #iononmangiofrancese, contro l’embargo delle piante made in Puglia attuato dalla Francia a causa del pericolo xylella. Attenzione attenzione nell’embargo si parla DELLE PIANTE, DI 102 SPECIE VEGETALI, non del comparto alimentare pugliese ergo italiano, come si inizia già a vociferare qua e là nei commenti sempre social.

Non che la situazione non sia grave, ma è grave in un altro modo, non in quello che si sta espandendo, con la solita tiritera e noi e loro e noi e loro, via boicottiamo ‘ste checche isteriche (citazione tratta da vari commenti social)

ORA.
A parte il fatto che le piante pugliesi sono state messe in quarantena da tempo, in Italia, in Puglia.
A parte che se si è d’accordo con la teoria degli scienziati espiantatori è più che logico evitare di diffondere allovertheworld il batterio (come dicono i lanciatori della virale campagna “la xylella si combatte solo con la motosega”).

A parte che. Noi non siamo d’accordo, quel che pensiamo lo abbiamo ribadito più volte. E pensiamo che prendersela con un embargo DI PIANTE sia come nascondersi dietro un dito, piccolissimo. Il problema della xylella è a monte. E risiede nella profonda disinformazione, nel profondo asservimento a beceri interessi e nell’incapacità di correlare causa ed effetto che ormai, come un marchio a fuoco, contraddistingue il genere umano tutto.

Purtroppo in questo caso, la mancata correlazione causa effetto della xylella (strumentalizzata, erroneamente correlata, utilizzata per giustificare manovre di spettro molto più ampio)…ci costerà carissima!

Schermata 2015-04-09 alle 19.37.44Masanobu Fukuoka dice:

Per spiegare come l’uomo possa non cogliere facilmente il rapporto tra causa ed effetto, voglio parlare della mia esperienza.

Bei pini verdi che crescono su bianche spiagge di sabbia sono stati per molto tempo il paesaggio rappresentativo di questo paese di isole che è il Giappone, ma circa 10 anni fa i pini cominciarono a morire qua e là. Nel giro di cinque dieci anni i bellissimi pini che coprivano le colline del Giappone sono quasi scomparsi. Gli Uffici Forestali Regionali hanno accertato che l’origine del danno era un nematode (un vermetto di circa un millimetro di lunghezza) trasportato da un coleottero. Negli ultimi dieci anni hanno condotto in tutto il paese campagne di irrorazione aerea con l’insetticida Simethion nel tentativo di sterminare il coleottero. […]

La teoria degli Uffici Forestali era che, quando i coleotteri deponevano le loro uova in cima ai pini, i nematodi che vivono nei loro corpi invadevano gli alberi, entravano nel loro sistema vascolare e si moltiplicavano, bloccando il passaggio dell’acqua negli alberi. Dicevano che questa fosse la causa dell’improvviso seccarsi e morire dei pini l’estate. I miei esperimenti mostrarono risultati completamente diversi (Fukuoka è esperto in patologia vegetale, ha lavorato alcuni anni anche per il Ministero dell’Agricoltura giapponese prima di rivolgersi all’agricoltura naturale ndr). […] I pini cominciarono a mostrare anormalità fisiologiche quando il fungo micorriza matsutake sparì dalle radici. Il pino e il matsutake sono piante simbiotiche. Il fungo rompe e penetra i sassi, assorbendo piccole quantità di sostanze nutritive che poi fornisce al pino.

Il fungo matsutake sta morendo rapidamente in tutto il Giappone. La causa principale è l’attacco che subisce da parte funghi lineari neri. Cos’è che ha fatto crescere l’aberrazione tra microrganismi del suolo?  È stato verificato che il suolo delle foreste di pino sta diventando fortemente acido, ed è sicuro ci sia una relazione diretta tra il fungo lineare nero e l’acidificazione del suolo e che la pioggia acida sia la causa di quest’ultima.

Non sono ancora arrivato ad una conclusione, però rispetto la causa, i miei risultati sono esattamente opposti alla teoria della Forestale. L’origine del problema è la morte dei funghi matsutake, il conseguente indebolimento dei pini, solo poi l’invasione dei tronchi da parte di funghi filamentosi e alla fine dei nematodi, che si nutrono di questi funghi e che hanno invaso i pini. I nematodi non sono i veri colpevoli.

I veri colpevoli che provocano la morte dei pini sono i funghi lineari neri del suolo mentre i nematodi e i coleotteri che sono considerati la causa non fanno altro che ripulire i tronchi morti dei pini. […] Per alcuni anni l’epidemia dei pini sembrò circoscritta al Giappone occidentale,, ma poi si è diffusa anche in quello orientale e nelle aree di fronte al Mar del Giappone e probabilmente i grandi pini spariranno del tutto.

Se confondiamo causa ed effetto, l’origine e il risultato si invertiranno e i provvedimenti per affrontarli porteranno a gravi errori”.

(in La rivoluzione di Dio della natura e dell’uomo, Libreria Editrice Fiorentina, 2008, pp.40-41)

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