#conosci il tuo nemico: come si comporta la mosca dell’olivo?

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Bactrocera oleae, relazione con l’olivo

La mosca dell’olivo ha nel tempo sviluppato delle capacità adattive alla fenologia della pianta di olivo e al clima veramente impressionanti:

  • È molto selettiva negli attacchi, colpisce solo i frutti del genere Olea;
  • utilizza la lunga permanenza delle olive sull’albero per riprodursi in più generazioni all’anno;
  • regola il numero di generazioni in base alla temperatura per adattarsi ai vari ambienti climatici dove vive l’olivo;
  • ha una notevole capacità di movimento/migrazion per spostarsi dove la risorsa alimentare è disponibile;
  • disperde le ovideposizioni tra i frutti per evitare fenomeni di competizione tra larve e per sfruttare al meglio la risorsa alimentare.

imagesClima

La zona vitale della Bactrocera oleae risulta compresa fra i -9 e i 43°C.

La schiusa delle uova avviene con temperature comprese tra 7,5°C e 35-37,5°C.

A larve e pupe, per completare lo sviluppo, occorre una temperatura compresa tra 4-7°C e 35°C.

Lo sviluppo degli adulti avviene entro il range termico di 4,5°C e 39°C; l’inizio delle attività si ha con temperature superiori a 15°C.

L’ambito termico che consente il massimo sviluppo della specie corrisponde all’intervallo tra i 22 e i 30°C; a temperature superiori, infatti, non si notano incrementi nella rapidità di sviluppo degli stadi pre-immaginali e negli adulti, inoltre, diminuisce la fecondità e si ha una maggiore percentuale di mortalità. A temperature inferiori si allunga la durata del ciclo biologico.

Generazioni

Il numero di generazioni nei nostri ambienti si sussegue a ritmo pressoché mensile dal periodo che va da giugno-luglio fino alla raccolta; in agosto con le elevate temperature, la siccità e i nemici naturali, lo sviluppo è limitato, per poi riprendere a settembre, con le prime piogge, periodo in cui si verificano massicci attacchi da parte della Mosca. In genere la presenza di cultivar a maturazione precoce nelle zone climatiche, dove la specie può compiere più generazioni, oltre a favorire lo sviluppo anticipato della Mosca, consente al fitofago di raggiungere elevate densità di popolazione nelle successive generazioni.

La generazione svernante della mosca, quella che sopravvive all’inverno, decorre abitualmente da novembre a marzo-aprile. La longevità dell’adulto può essere notevole (fino a 9 mesi) e consente agli individui sfarfallati in autunno di svernare anche lontano dall’oliveto e di attendere fino a oltre luglio dell’anno seguente quando le nuove olive saranno adatte all’ovideposizione (questo periodo di pausa riproduttiva degli adulti è detto «periodo bianco»).

Nell’ambito della chioma gli adulti si spostano alla ricerca di un microclima adatto. Nei periodi più favorevoli all’ovideposizione (settembre-ottobre) mostrano una certa preferenza per il lato sud e sud-ovest, e per frutti situati a partire da m 1,5 di altezza dal suolo. Catture maggiori si registrano nella parte esterna della chioma. Nei periodi di maggiore caldo tra luglio e agosto si spostano sulla vegetazione bassa alla ricerca di microclimi umidi.

adulto_bactrocera_oleae

Riproduzione

Il comportamento sessuale di Bactrocera oleae è influenzato da molte condizioni ambientali, fra le quali assumono particolare importanza l’illuminazione e la temperatura.

L’emissione di feromone, che avviene da parte della femmina, comincia al terzo giorno dallo sfarfallamento e avviene durante le ore in cui si svolge l’attività sessuale di questa specie (al crepuscolo).

L’ovideposizione comincia dopo 4-6 giorni dall’accoppiamento (7-9 dallo sfarfallamento), durante i quali la femmina completa la maturazione delle gonadi praticando spesso punture sterili. La fecondità massima riscontrata è stata di 70 uova al giorno con temperature comprese tra i 20° e i 27°C in presenza di elevata umidità e di drupe con nocciolo lignificato (condizioni di fine estate nelle aree del Mediterraneo). Poichè le femmine, in condizioni ottimali di allevamento, possono sopravvivere in media 1-2 mesi, la fecondità potenziale si aggira sul migliaio di uova, con punte di parecchie migliaia. Nella fase di ricerca delle olive adatte all’ovideposizione (drupe recettive alla puntura con inolizione dell’1-2%), la femmina è guidata da stimoli chimici e visivi, prediligendo le olive più grosse, ma ancora verdi.

La suscettibilità del frutto di oliva agli attacchi della Mosca inizia con la lignificazione/indurimento del nocciolo e tende a diminuire solo quando la drupa è matura; inoltre essa tende a seguire il processo di inolizione del frutto. Altri meccanismi di stimolo-segnale di tipo sia fisico che chimico influenzano invece la dispersione delle uova tra le olive allo scopo di evitare fenomeni di intracompetitività larvale. Cosi la tendenza della femmina adulta a deporre un solo uovo per drupa viene regolata da sostanze repellenti che producono al fine di scoraggiare altre femmine a farlo.

La larva trascorre i suoi 3 stadi di sviluppo scavando una galleria nella polpa (mesocarpo), galleria che si allarga in direzione del nocciolo giungendo fino a 2 cm di lunghezza, a 4-5 cm e oltre nelle grosse drupe di alcune cultivar. La galleria può anche presentare ramificazioni e incrociarsi con le gallerie di altre larve. La durata dello sviluppo larvale richiede da 10 a 12 giorni in agosto-ottobre fino a oltre 150 giorni in inverno. Giunta alla terza età la larva si costruisce a ridosso del nocciolo una concamerazione e apre un foro (mm 1,5-2) verso l’esterno che rimane chiuso da una sottile pellicola epidermica giallastra più o meno perforata e circondata da un sottile anello castano. Detto foro è praticato, sia nel caso che la larva lasci l’oliva per impuparsi nel terreno, sia nel caso che l’impupamento avvenga nella stessa camera terminale, in questa circostanza esso funge da foro di areazione e di preparazione per la fuoriuscita dell’adulto

La larva matura fuoriesce dalla drupa se le condizioni non consentono, per un grado di inolizione elevato (generalmente da ottobre), l’impupamento all’interno della drupa. La larva, in circa un minuto, abbandona la drupa fuoriuscendo con il corpo per ¾ della sua lunghezza, per poi lasciarsi cadere sul terreno con uno scatto. In 7 ore circa si costruisce il pupario.

 

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