Concimazioni degli ulivi, cosa come quando!


Dopo le premesse di pensiero, perché senza teoria ogni applicazione è volatile e incostante, passiamo alla pratica.

Quest’anno di nuovo un cambiamento nella composizione dei concimi e anche nei tempi.

Nel post precedente avevamo detto alghe, propoli e caolino.

Cominciamo dalle alghe. Utilizzeremo laminaria digitata e ascophyllum nodosum sono entrambe alghe brune, diffuse nelle fredde acque oceaniche e abbondanti in particolare lungo le rive del Mare del Nord e dell’Atlantico settentrionale, in ambienti soggetti quindi a forti stress ambientali . Questo significa che queste belle alghe hanno sviluppato particolare resistenza a condizioni ambientali impervie e stressanti. Sono miniere di sostanze antistress come auxine, citochinine e giberelline, che favoriscono la crescita; betaine osmoprotettrici, iodio, aminoacidi, antiossidanti (vitamina C, betacarotene, vitamina E, polifenoli, vitamine del gruppo B) e minerali (calcio, potassio, magnesio e selenio).

La propoli: una sostanza prodotta dalle api, da sempre usata dall’uomo per via delle sue proprietà curative. La produzione parte dalle secrezioni resinose che le piante emettono per proteggere le proprie gemme e gli apici vegetativi. Questa sostanza viene prelevata dalle api, elaborata e usata in diversi modi nell’alveare. È un naturale potenziatore delle difese delle piante. È possibile impiegare preparati a base di propoli per proteggere le piante da agenti atmosferici, proprio come avviene in natura. E’ utile ad esempio contro danni da grandine, gelate, colpi di calore, e utilissima nella disinfezione delle ferite post potatura.Il suo utilizzo è indicato per prevenire le malattie crittogamiche degli alberi da frutto, ossia causate da funghi. Nello specifico parliamo di oidio, bolla del pesco,  virosi e batteriosi, corineo, gommosi, ticchiolatura, marciume del colletto dei fruttiferi e delle ortive.
Per gli attacchi di parassiti invece, l’uso della propoli si è dimostrato efficace contro: afidi, sputacchina, cocciniglia, elateridi, larve terricole, metcalfa, minatori fogliari, mosca della frutta, mosca dell’olivo…una vera risorsa!

Il caolino…del caolino parliamo sempre profusamente, è un prodotto che utilizziamo sempre in olivicoltura e anche nell’orto. In questo contesto lo utilizzeremo come inerte adesivante! Si perché per la sua composizione il caolino non stringerà legami con nessun’altra sontanza con cui verrà mescolato, ma ne aumenterà senza dubbio la capacità adesiva.

Quindi antistress, potenziatore delle difese immunitarie, ricchezza di nutrienti vegetali e minerali, più il caolino come adesivante che aumenta la disponibilità di tutti questi principi per la pianta. Ecco la nostra ricetta per la fertilizzazione dell’oliveto. Un progetto di nutrizione che va oltre l’effetto immediato, la produzione del singolo anno.

Un progetto che mira a mettere le piante nelle loro miglior stato di salute possibile, come condizione permanente a prescindere dalla produzione. Che in questo modo, ne siamo certi si manterrà buona e stabile nel tempo. E di certa qualità.

Cambiamo anche i tempi quest’anno…in genere si è sempre fatto un trattamento a pre fioritura e uno a post fioritura. Quest’anno per ragioni di nostri tempi aziendali e climatiche fare il prefioritura ci veniva un po difficile….quindi faremo swempre due trattamenti, ma in momenti diversi.

Uno in post fioritura, puntando alla massimizzazione dell’allegagione, e un altro probabilmente a inizio settembre, per l’ingrossamento dei frutti.

Sperimentiamo!

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