Concimazione fogliare degli ulivi, premessa un po’ filosofica


L’avvertimento è nel titolo, chi non ne vuole sapere di coscienza agricola attenda il post successivo, a brevissimo. Ma sappiate che anche questo si può considerare un post tecnico. Senza indicazioni di metodo siamo solo banderuole al vento, e nell’agricoltura il breve termine non paga mai! Nell’agricoltura quella semplice eh. Io di intensivo supermegaproduzioni e cose così non mi occupo.

Come ogni anno eccoci nel periodo della concimazione fogliare! Non ci arriviamo mai impreparati, scegliendo un prodotto a caso tra i tanti, TROPPI, proposti dall’industria. Il comparto dei concimi e dei corroboranti è un blob che si è espanso a dismisura negli ultimi anni, proponendo soluzioni al limite della decenza. HO VISTO COSE CHE VOI UMANI NON POTETE NEANCHE IMMAGINARE, tipo la proposta del concime anche un  po insetticida registrato come corroborante…ho visto utilizzare rame misto a concime in momenti vegetativi della pianta assolutamente sbagliati…e ho visto poi i risultati sul benessere degli alberi e sulla chioma, e di conseguenza sulla produzione. E ho visto scaricare la colpa sempre su qualcun’altro, qualcos’altro.

La concimazione, come ogni altra operazione che si compie in campo, racconta un po chi sei: un grande fan degli anabolizzanti o un fautore del sauvage. O pompi a bestia, e generalmente diserbi lavori trinci rippi tratti almeno 700 volte, oppure lasci che sia il fato a decidere cosa ne sarà delle tue piante, che si godono il privilegio di vivere una vita serena, e abbandonata.

Noi siamo un po in mezzo, nomen omen, mezzabarbi che non siamo altro. Ci interessa la produzione delle piante, ovviamente, ma a patto che sia frutto esclusivo del benessere dell’ecosistema oliveto. Perché fidatevi, un oliveto che sta bene, si vede, e si vede soprattutto nel medio-lungo termine. Una cosa che non va più di moda in nessun settore, figuriamoci nella noiosa agricoltura.

Ma il sistema immunitario, il benessere e la forza di una pianta fanno la differenza assoluta, sia intermini di produzione, quanto in termini di resilienza, di adattamento della pianta alle mutevoli condizioni climatiche che anno dopo anno si ingarbugliano sempre di più e comportano conseguenze di spettro amplissimo.

I prodotti che usi in campo dicono chi sei, come lavori e come intendi la salubrità dei cibi che produci e della terra che calpesti, per cui altro che lasciare i libri per la zappa…quando prendi la zappa sul serio non fai altro che osservare e studiare!

Aggiungo solo tre parole: alghe, caolino, propoli.

Al prossimo post!

 

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