Caolino, risultati della prova 2017 e prospettive 2018


L’estate passata, dopo un po’ di studio, abbiamo deciso di provare a trattare i nostri ulivi col caolino.

Mancando dati precisi su prove tecniche di distribuzione in campo, copertura, resistenza e efficacia, abbiamo deciso di collaborare con Clay&Clay, azienda che recentemente si è dedicata alla produzione di un caolino di altissima qualità e purezza, pensato appositamente per l’agricoltura biologica.

Di seguito i link prova per prova, con tutte le considerazioni e le pratiche applicate, già pubblicate nei post di questo sito:

Primo esperimento col CAOLINO!

Secondo trattamento con CAOLINO!

Terzo trattamento con Caolino AGRIBIOCLAY

Caolino: si dilava o permane troppo?

Guadagnata un po di calma, dopo la fine della stagione olearia, è il momento di tracciare delle conclusioni.

Dal punto di vista dell’applicazione del prodotto, come leggete dai post non si sono incontrate difficoltà: ottima miscibilità, zero depositi, zero otturazioni. Seguendo le indicazioni che trovate nei post per velocità del trattore e grandezza degli ugelli, e anche per i dosaggi, non avrete sicuramente alcun problema, mentre sarà sicura l’ottima copertura. 

Quello che ci interessa rilevare ora sono gli effetti sulla pianta, sulla produzione e sull’olio.

Le piante trattate con caolino hanno dimostrato sensibilmente di soffrire meno la siccità e il forte calore dell’estate 2017. In uno dei post riportati sopra si fa riferimento a un tentativo fatto su piante con foglie severamente accartocciate, che avrebbero cominciato a lasciar cadere i frutti di lì a poco (come già visto e accaduto in precedenti stagioni). Anche quel tentativo è andato a buon fine! Le foglie non sono migliorate, ma hanno smesso di peggiorare e la pianta è riuscita a mantenere i frutti, causa l’evidente diminuzione dello stress idrico e da calore. Un risultato veramente importante e significativo.

La pezzatura dei frutti delle piante trattate, si è dimostrata sempre maggiore, in tutte le fasi di accrescimento.

Sulle rese, che quest’anno sono state particolarmente alte, non abbiamo dati di confronto, non avendo purtroppo lasciato una zona non trattata nell’oliveto campione per le prove sul caolino. Lacuna a cui rimedieremo l’anno prossimo.

Sulla questione dell’efficacia nei confronti della mosca olearia, non possiamo produrre osservazioni: tra le tante piaghe climatiche dell’olivicoltura del 2017, anzi proprio a causa loro, non c’è mai stata in nessuna fase la presenza di mosca olearia.

Detto questo, vogliamo sottolineare un aspetto assolutamente importante.

Non abbiamo mai irrigato gli ulivi in questa calda estate, abbiamo preferito tentare la via del caolino, del ragionamento e del risparmio dell’acqua. Possiamo dire che i risultati ottenuti in termini di salute delle piante, riduzione dello stress, risparmio idrico sono stati molto soddisfacenti!

Risultati ottenuti valutando l’andamento climatico, la possibilità di avere un prodotto che si può distribuire con basso consumo di acqua, e anche minor peso economico sull’olivicoltore. in estati così asciutte parliamo di 1 trattamento al mese per 3 mesi, forse 4 (piogge fino a 10-15 mm giornalieri, provocano una lieve perdita di copertura, nei termini del 10-30%, accorciando semplicemente un po’ i tempi di trattamento, che dai 30 giorni passano magari a 20).

Durante il mese di marzo i produttori del caolino AgriBioClay ci verranno a trovare a Farnese, per incontrare tutti gli agricoltori interessati. 

Restate aggiornati!

 

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