Lebbra delle olive: un bilancio a fine campagna olearia


Eh si, ogni campagna olearia è assolutamente e totalmente diversa dall’altra, in termini così variegati e variopinti che ogni anno sembra di dover inventare o imparare un nuovo modo di fare le cose.

La campagna olearia 2018 nella nostra zona si è da subito presentata molto bene: la fioritura è stata abbondante, l’allegagione ha tenuto percentuali ottime. I monitoraggi effettuati durante il periodo caldo per la mosca olearia (luglio agosto settembre) hanno sempre dato risultati molto incoraggianti. Il clima estivo è sempre stato piuttosto favorevole alla riproduzione della mosca olearia: temperature relativamente basse, umidità costante. Stesso clima si è mantenuto durante l’inizio di autunno e sostanzialmente durante il periodo di raccolta.

La quiete estiva quindi ci doveva preparare alla tempesta autunnale…le mosche han passato la tarda primavera e l’estate 2018 a riorganizzare i ranghi, dopo la batosta climatica del gelo di febbraio 2018 che ne aveva decisamente decimato la popolazione e le ha rese inoffensive per la gran parte dell’estate.

La mosca è diventata problematica quest’anno nella nostra zona a partire dal mese di novembre: un clima mite, piogge continue, umidità costante hanno causato uno stato di attacco continuo e costante a partire dalla metà del mese di novembre.

Insieme alla mosca olearia abbiamo riscontrato un altro problema che ha afflitto la chiusura della campagna olearia 2018: la lebbra dell’olivo.

Causata e favorita dalle condizioni meteo autunnali, la lebbra è una malattia fungina che causa problemi soprattutto alle olive, nel periodo della raccolta, quando piove molto, l’umidità e alta e le temperature miti.

Sulle olive si può riconoscere la lebbra come un’ampia depressione di colore scuro che può essere di dimensioni più o meno grandi. Dopo poco tempo, questa depressione si secca e si indurisce. E visto che si tratta di una problematica che negli ultimi anni si è vista poco, chi attribuiva queste depressioni a grandine, chi alla puntura della mosca…

BISOGNA PRESTARE GRANDE ATTENZIONE: la lebbra delle olive è una malattia che, se non debellata in modo corretto, come la rogna, tenderà a rimanere in pianta stabile nel nostro oliveto. Infatti soprattutto nei frutti infetti caduti a terra, e si propaga attraverso qualunque tipo di ferita! Dopo essersi insediato tramite le olive nulla vieta al patogeno di estendersi su rami e foglie, propagandosi attraverso per esempio le ferite procurate durante la prossima potatura!

Come si diceva all’inizio, ogni stagione insegna qualcosa di nuovo e indica la strada per proseguire. Attenzione più che mai alla potatura! In primo luogo ai tempi. Le meravigliose giornate di gennaio ci hanno fatto venire voglia di arrotare gli attrezzi e partire, ma aspettiamo ancora un po! Febbraio è un mese insidioso e sempre molto freddo, se lo ricorderà bene chi a gennaio dell’anno passato ha potato e si è visto gelare le piante un paio di settimane dopo, e il gelo penetrare ancor più profondamente nelle ferite aperte della potatura. In secondo luogo alla disinfezione degli attrezzi. Per evitare di propagare rogna e lebbra da una pianta all’altra.

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